Koinè
Centro di inziative culturali

Festival di Musica Antica di Salerno

Viaggio musicale in Italia

(secondo Charles Burney , 1770)


Salerno, 23 novembre - 4 dicembre 2004


Presentazione delle XVIII Edizione

Si inaugura martedì 23 novembre 2004, alle ore 20.30, il XVIII Festival di Musica Antica, promosso dal Centro Iniziative culturali “Koinè” presieduto da Carmine Mottola, con il patrocinio della Provincia e del Comune di Salerno.
Caratteristica di questo storico Festival è il progetto, quel di-segno che diventa segno, a partire dal manifesto, innestante un racconto, un romanzo, un viaggio, che lega con un filo rosso tutti gli appuntamenti in cartellone.
Quest’anno il festival si pone sulle tracce del musicista e storiografo inglese Charles Burney,figura contemporaneamente lineare e complessa, sintesi di tutti gli aspetti emblematici della cultura musicale ed extramusicale inglese della seconda metà del XVIII secolo,che, nello scrivere la sua General history of Music , acquistò la serena consapevolezza dell’insufficienza per uno storico, della pedissequa lettura libresca, ritenendo necessario invece, attingere ad un’esperienza diretta di ascolto, e ad una reale conoscenza di luoghi e persone, per poter dire finalmente qualcosa di nuovo.
Ecco allora Burney partire nel 1770 alla volta dell’Italia e raccogliere le sue impressioni in “The Present State of Music in France and Italy”, tradotto in Italia con il titolo “Viaggio Musicale in Italia” per l’EDT, in cui esalta l’eccellenza musicale degli Italiani affermando essere la musica un’arte ancora viva nella nostra nazione, in un periodo in cui le altre arti parlano ormai una “lingua morta”. E' in questa prospettiva che si colloca l’attenzione di Burney a forme di musica non “colte” come la street music (musica di strada) napoletana o per la notturna water music (musica sull'acqua) veneziana.
Numerosissime personalità sfilano davanti ai suoi occhi, colte nei loro tratti essenziali con acutezza e benevolenza.

Il festival "legge" il diario di Burney in sette concerti, legati alla visita di altrettante città da parte del musicologo inglese: si inizia il 23 novembre nell’Ex Convento di S.Lorenzo, da Torino e Milano, con il duo composto da Stefano Montanari al violino e Stefano Demicheli al clavicembalo, che, seguendo i capitoli VI-VII-VIII e IX del Viaggio, eseguono musiche dei compositori ivi citati (Sammartini, J.C.Bach, Giardini, Fioroni, Carlo Monza e Gaetano Pugnani).

Il 25 novembre ci si sposta a Napoli, con il Quartetto della Flora di Sergio Balestracci, per seguire un Burney stupito dal genuine Neapolitan singing per l’arditezza delle modulazioni, spesso a tonalità lontane da quelle di partenza, i cui echi ritrova in Leo, Vinci, Porpora, Scarlatti, Abel, Paisiello.

Il 27 novembre tappa a Firenze, con il Concerto De’ Cavalieri di Marcello Di Lisa, che eseguono, in forma di concerto, gli intermezzi di Bacocco e Serpilla “Il marito giocatore e la moglie bacchettona” di Giuseppe Maria Orlandini, di grande successo prima dell’avvento della "Serva Padrona" di Pergolesi, dalle idee melodiche piacevoli e svolte con elegante garbo.

Il 28 novembre grande evento, in occasione della tappa romana di Burney: al Salone dei Marmi di Palazzo di Città, il Concerto Italiano di Rinaldo Alessandrini propone quella meravigliosa sinestesia di colori e suoni, unita all’olimpicità contemplativa del mondo arcadico, che convivono nel Corelli dei concerti grossi, tra cui sarà eseguito anche il celeberrimo “Fatto per la Notte di Natale”.

Novembre si chiude il 30, in S.Lorenzo, con la prima tappa Veneziana, dedicata alla musica colta e, in particolare, a Benedetto Marcello, del quale Burney ascoltò in un concerto privato dei salmi e delle cantate. La serata celebra l’omaggio a Marcello dell’Accademia degli Invaghiti, con il soprano Anna Simboli e il basso Sergio Foresti, accompagnati al clavicembalo da Francesco Moi.

Il 2 dicembre ci spostiamo a Bologna con il violino di Riccardo Masahide Minasi, il cello di Judith Becker e il clavicembalo di Francesco Cera, con un programma che spazierà da Tessarini a Domenico Scarlatti, sino a Ferrari a Herrando e Veracini.

Gran finale il 4 dicembre con il soprano Lavinia Bertotti e l’arciliuto di Massimo Lonardi che presentano le arie da Battello o gondoliera, che impressionarono Burney per l’armonia che sembra prevalervi ovunque: ”Qui non si sente mai cantare una semplice melodia che non sia accompagnata da una seconda parte. Anche per le vie la maggior parte delle canzoni sono cantate in duo”.



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