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Domenica 21 dicembre 2003
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Si apre domenica 23 la VII edizione del Festival di Musica Antica

Al via domenica 23 novembre, nell’abituale sala Molinari nel chiostro della Chiesa del Convento di Piazza S.Francesco, alle ore 20,45, con un concerto dell’Ensemble “Concerto de’Cavalieri”, il XVII Festival di Musica Antica, promosso dall’Associazione Koinè di Carmine Mottola. La caratteristica di questa rassegna è quella di avere un tema, un filo rosso che lega tutti gli appuntamenti del Festival. Quest’anno, il cartellone è ispirato a “Le Armonie del Mondo”, omaggio a quel legame tra scienza, cielo, misticismo e musica che sin dai tempi degli antichi greci lascia convivere il fatto sensibile (la vibrazione che origina i suoni) e quello intellettivo (scale, ritmi, armonie), sino a vedere il mondo quale specchio dell’armonia universale. Pitagora, Tolomeo, Porfirio, e quindi la sequela dei teorici medievali e rinascimentali non si lasciarono sfuggire le preziose analogie tra l’ordine delle sfere, delle proporzioni auree riscontrabili nei corpi e nei cristalli, con il beatificante (ma razionale e calcolabile) dominio dei suoni, giungendo a scoprire, o a imporre, una comune unità legislativa tra il mondo della musica e quello dei numeri, delle figure regolari della geometria piana e solida, del moto dei corpi celesti e di ogni altra manifestazione apparentemente riconducibile ad una speculazione totalizzante. Si formulano complicati parallelismi tra il moto dei pianeti, le loro rispettive posizioni da una parte e le corde degli strumenti, i loro rapporti, le note della scala dall’altra: nel X secolo, Reginone di Prum affermava che “non bisogna dimenticare che le corde di uno strumento sono da paragonarsi alle corde che producono la musica celeste”, proseguendo nel paragonare ogni suono della scala ai singoli pianeti. Per lunghi secoli la Musica ha fatto parte delle arti liberali, non come pratica artistica, quale noi la intendiamo, ma come materia di studio teorico, fortemente collegato con l’aritmetica e la geometria: i “cantori” non appartenevano al mondo degli “intellettuali”, e venivano generalmente considerati persone socialmente spiazzate al pari degli attori e dei giullari. E’ per questo, che leggendo i trattati antichi sulla musica ci si trova un po’ a disagio, ci attenderemmo valutazioni estetiche o filosofiche e troviamo calcoli, esagoni e frazioni…Ma l’armamentario teorico e in certi casi, misticheggiante impedisce di intravedere qualcosa di simile agli studi di fisica acustica di un Helmotz, basati sulle frequenze, le sinusoidi e gli armonici naturali, fino a giungere a Keplero che afferma che le leggi della musica sono state suggerite da Dio agli uomini attraverso il mirabile ordinamento dei corpi celesti, tanto che il “premio” di una raggiunta analogia tra il raggio dell’orbita di Marte e una nota, o tra gli aspetti di Venere con Saturno e un accordo, sarebbe l’evidente razionalità di una scala e la persuasiva correttezza di una consonanza. Ben sette, quest’anno gli appuntamenti del Festival, che inizierà domenica 23 con “La notte illuminata” cantata dall’Ensemble “Concerto de’ Cavalieri”, composto dal soprano Raffaella De Ponte, dall’alto Rosa Manfredonia, dai violini Nicola Mitolo e Silvia Salvi, dal violoncello Elisabetta Casapieri, dal contrabbasso Stella Sorgente e dal direttore al clavicembalo Marcello Di Lisa. Il programma verrà aperto dalla VII cantata di Giacomo Antonio Perti “Instabilità della vita humana”, un’opera giovanile, caratterizzata dall’espressione intimistica delle passioni amorose, un esempio di raffinatissima scrittura vocale, autore del quale verranno eseguite altre due cantate la IV che dà il titolo alla serata, La notte illuminata e la I La Turchia supplicante. Seguirà, poi, la Sonata representativa in La maggiore per violino e basso continuo di Heinrich Ignaz Franz von Biber, dalla quale saremo colpiti per l’alto magistero tecnico, in cui vedremo usati con disinvoltura note doppie, accordi, trilli, intervalli molto ampi “scordature”, virtuoso del quale ascolteremo anche la passacaglia in Sol minore per violino solo; dell’Agostino Steffani, invece, sarà eseguita la cantata “Lagrime dolorose” con un’ampia raffigurazione del dolore affidata al cromatismo, secondo un’intensità espressiva che fa pensare a Bach. Finale nel segno Alessandro Scarlatti, la cui precipua virtù è nella solidità della struttura compositiva. Il cartellone continuerà con il secondo appuntamento previsto per il 25, con l’Ensemble “L’Araba Fenice” con “Quanto è dolce il languir”, con musiche di Handel, Cesti, Vivaldi e Telemann; il 29 “Musiche alla Corte milanese e nel regno di Napoli”, eseguite dal soprano Renata Fusco accompagnata al liuto da Massimo Lonardi, mentre il 1 dicembre appuntamento con la viola di Guido Balestracci ed il clavicembalo di Stefano Maria Demicheli per “Il canto del cigno” – apoteosi e decadenza del duo per viola da gamba e cembalo -. Il 3 dicembre ritorna il Concerto Italiano di Rinaldo Alessandrini che eseguirà musiche di J.S.Bach, l’8 l’obstinata chòrea del gruppo salernitano Antica Consonanza che si esibirà in un programma di ciaccone e tarantelle, mentre gran finale il 9 dicembre con Riccardo Minasi e Ignazio Schiffani con tre sonate di Bach e la Fantasia e Fuga in La minore per cembalo BWV 904. ...