VI Festival di Musica Antica

La melanconia

1 maggio - 10 giugno1989


Melancholia

Sentimento abituale della nostra imperfezione, opposta alla gaiezza nata dalla soddisfazione di sé stessi.

È
quasi sempre dovuta alla debolezza dell'anima e degli organi, a delle idee di una perfezione irragiungibile negli altri come in sé stessi, negli oggetti di piacere, come nella natura.

Essa si compiace della meditazione, che stimola le facoltà dell'anima, dandone un sentimento dolce dell'esistenza, sottraendola al disordine delle passioni.


(dall'Encyclopedie di Diderot e D'Alembert).

Dopo le precedenti edizioni incentrate monograficamente sui vari aspetti e problemi “formali” della musica quali il tipo di vocalità, l’uso degli strumenti originali, il rapporto tra musica colta e musica popolare e quello tra musica e letteratura (il”testo”), la nuova edizione vuole affrontare un aspetto per così dire “contenutistico”: il ruolo della MELANCONIA nel linguaggio musicale, terreno in cui questo sentimento (o patologia?) alligna in maniera privilegiata, tanto da fornirci il pretesto di affrontare (nel limite di una piccola rassegna) il tema dei rapporti tra musica, psicologia e medicina.
Infatti la prima definizione di “MELANCHOLIA” come patologia si trova nei testi della Scuola Medica Salernitana, nell’ambito della descrizione ricavata da Ippocrate ed Aristotele dei quattro temperamenti (sangue, bile, flemma e atrabile). Già in questi testi si considera il Melanconico (che è affetto dall’imputridirsi della bile nera o atrabile) pressoché incurabile perchè non comunica i sintomi della sua affezione, in quanto la sua mente è avvolta dalla scontentezza e dal rifiuto della realtà presente, pallida ed ignobile immagine di un paradiso perduto e mai conosciuto.
In seguito, nel Rinascimento, il temperamento malinconico, sarà individuato nella figura dell’artista, “nato sotto Saturno”, ed in particolare del musicista, essendo la musica l’arte più lontana dalla realtà materiale e quindi più adatta a descrivere l’”altro mondo”per sempre perduto. La musica diviene l’unica cura efficace per l’ipocondriaco: come non pensare alle moderne teorie che professano la musicoterapia?
Il programma si articola in due parti: la prima esamina i casi in cui la malinconia diventa un vero e proprio linguaggio musicale, come in alcune personalità (a cui sono dedicati alcuni concerti monografici) come John Dowland, Orlando di Lasso (che si lasciò morire di ipocondria), Barbara Strozzi (che trattò la malinconia degli amanti); la seconda esamina brevemente la malinconia che sfocia in sentimentalismo e in patetismo nella musica settecentesca e contemporanea.