VIII Festiva dl Musica Antica

Dedicato a Wolfgang Amadeus Mozart

Salerno 7-22 Dicembre 1991


Può a prima vista sembrare strano che una rassegna che da molti anni (dal 1982) si dedica alla musica antica, possa invece occuparsi di Mozart che, di certo "antico" non è mai stato: ma, a ben vedere, la cosa appare più che leggittima, qualora si pensi che l'opera di Mozart (come del resto quella di Kant nella storia della filosofia o gli effetti della rivoluzione francese nella storia politica e sociale - avvenimenti non a caso contemporanei) è nutrita di "antichità": è a un tempo conservatrice - nel senso che assorbe e porta a compimento le forme musicali del passato senza inventarne delle nuove - ma, nello stesso tempo, è rivoluzionaria - nel senso che le ritaglia dal di dentro e in qualche modo le stravolge, individuandole dal punto di vista dell'autonomia espressiva (che esse non avevano mai avuto, legate come erano a contingenze sociali e politiche, quasi strumenti di potere e di propaganda o di devozione).

Anche dal punto di vista sociale d'altra parte, coerente con sè stesso, Mozart rivoluziona la funzione del musicista; lui che ha vissuto nella sua pelle la funzione di servo del potere al soldo dell'Arcivescovo di Salisburgo, come qualunque musicista prima di lui (la cui opera era considerata legata strettamente all'uso e come tale intercambiabile e non più ripetibile fuori del contesto per cui era stata creata): ed è proprio in nome della sua autonomia espressiva, che Mozart affronta miseria, contraddizioni, momenti oscuri ed acute esaltazioni, il successo e la depressione, l'odio e l'invidia senza mai desiderare di tornare indietro.

Dobbiamo quindi a lui la svolta irreversibile del concetto stesso di musica: questa rassegna vuole essere un piccolo ma significativo esempio, limitato alla musica da camera, di come di volta in volta, strumento per strumento: dal clavicembalo al pianoforte, dal flauto al violino, dagli strumenti a fiato alla voce umana, Mozart abbia operato in nome della'autonomia dell'espressione e della libertà nella meccanica del dialogo musicale.

Carmine Mottola